Come bloccare uno scialle

Spesso lavorando a maglia sia ai ferri che all’uncinetto si
realizzano capi che tendono ad “arrotolarsi” a mò di serpentone
oppure parti di un capo che devono essere assemblati tra di loro
con cuciture.
Pur avendo “una mano estremamente regolare” le due parti
da assemblare talvolta non coincidano perfettamente poiché
durante la lavorazione avviene, senza accorgersene un cambio di
tensione o del filo o della mano e allora, anche se la cosa è
facilmente rimediabile con la cucitura, a mio parere, è molto
meglio “correggere” il difetto prima di cominciare a cucire e
quindi ricorrere a bloccare le due parti, una sull’altra, in modo che
esse risultino perfettamente identiche.
Se poi si realizza uno scialle è assolutamente indispensabile
ricorrere al bloccaggio del pezzo sia nel caso in cui la lavorazione
sia estremamente semplice ma soprattutto nel caso in cui abbiamo
realizzato una lavorazione a traforo.
Infatti è solo con un buon bloccaggio che il disegno che abbiamo realizzato
si rivelerà in tutta la sua bellezza.

Il nostro scialle prima del bloccaggio

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e qui vediamo lo stesso scialle dopo il bloccaggio

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Esistono, almeno a mia conoscenza, 3 tipi di bloccaggio:
1) a vapore
2) a spruzzo
3) bagnato

Cosa mi serve per fare un bloccaggio?
Per realizzare un buon e rapido bloccaggio ho bisogno di avere:
1) un piano di appoggio abbastanza ampio su cui poggiare il
capo da bloccare
2) qualcosa da mettere sul piano di appoggio per poter
“appuntare” il pezzo
3) spille
4) cavetti di acciaio armonico
5) raccordi per i cavetti di acciaio
6) un foglio millimetrato affinchè via via che procedo al
bloccaggio le parti siano perfettamente simmetriche.

Dove trovo queste cose?
Il piano di appoggio può essere un letto (matrimoniale), un tavolo,
due cavalletti e un piano di legno, il pavimento

Cosa mettere sul piano di appoggio?
Ho provato molte varianti le più valide, a mio parere, sono:
i tappetini da yoga, le piastrelle ad incastro con cui giocano i bambini
(facilmente reperibili nei negozi dei cinesi) e i sotto tappeti (non quelli traforati) venduti a
metraggio in negozi di materiali plastici ben forniti.
L’ideale naturalmente sono i tappetini per tagliare la carta
(cut pad) millimetrati ma….. costano un botto ed il formato
massimo che si trova in Italia è A3 quindi…. se ne devono
comprare diversi per poter effettuare un bloccaggio grande.
Le spille. Le più valide, senza alcun dubbio, sono quelle a T che si
trovano facilmente e non costano neanche molto nei negozi che
vendono lane Euro 5,80 per 60 spille (ad esempio
http://www.unfilodi.com )

Cavetti di acciaio armonico.
I negozi di un certo livello (vedi ad esempio http://www.unfilodi.com/eshop/bloccaggio.html )
vendono i set di cavi per il bloccaggio, ma volendo puoi comprare
dei fili (ripeto fili) di acciaio armonico presso i negozi di
modellismo che ci sono in tutte le città che hanno vari spessori e
sono lunghi circa mt. 1 a costo piuttosto basso (Euro 1,60- 1,80 a
filo). Non comprare i rotolini di acciaio armonico che vendono le
ferramenta: non ti serviranno a nulla: quei rotolini servono per fare
le molle a te servono dei cavi dritti ma estremamente flessibili che
sono appunto i fili di acciaio armonico. Quando avrai comprato i
fili fatti fare le punte e poi puliscili con dell’alcool prima di usarli
perchè sono leggermente unti. Quando avrai finito di usarli ungili
con un velo di olio (ad esempio quello delle macchine da cucire
(non l’olio da cucina) per evitare che si arrugginiscano.

Raccordi per cavetti.
Se hai comprato un set di bloccaggio li troverai all’interno
della confezione se hai comprato i fili di acciaio armonico
nello stesso negozio compra un tubicino di ottone di diametro
interno leggermente superiore ai fili che hai comprato e fatteli
tagliare in pezzetti da cm. 2-3: serviranno da raccordo.

Un foglio millimetrato.
Io non sono riuscita in alcun modo a farlo su stoffa ed allora in
un negozio di tessuti ho acquistato una tovaglia a quadri e righe
piuttosto larga (mt. 1,80 x mt. 2) ed uso quella come riferimento
affinchè le parti che sto andando a bloccare siano simmetriche.

Ed ora possiamo procedere qualunque tipo di bloccaggio tu abbia
deciso di fare:
se hai deciso di bloccare con il vapore procederai a mettere i fili di
acciaio armonico, appuntare ben teso quello che vuoi bloccare e
con il vapore del ferro passerai più volte sul pezzo bloccato,
aspetterai che il vapore si asciughi poi toglierai le spille, l’acciaio
armonico ed è fatto;
se invece userai lo spruzzo, metterai dell’acqua in uno spruzzino,
procederai a mettere fili di acciaio armonico, appuntare ben teso
quello che vuoi bloccare poi spruzzerai il pezzo con lo spruzzino,
aspetterai che asciughi, poi toglierai spille e acciaio armonico ed è
fatto;
se invece decidi di farlo con il pezzo bagnato allora lo immergerai
in una bacinella con acqua e una piccolissima dose di detersivo
specifico, sciacquerai bene bene, con le mani senza strizzare farai
cadere l’acqua, prenderai un asciugamano nel quale lo avvolgerai e
toglierai l’acqua in eccesso. Dopo di che procederai a mettere i fili
di acciaio armonico e ad appuntarlo ben teso, aspetterai che
asciughi ed è fatto.
Consigli e suggerimenti
Se hai lavorato uno scialle che ha delle punte, prima di bagnarlo
metti delle spille da balia esattamente nella maglia che crea la
punta. Infilerai i fili di acciaio armonico appunterai le spille non
sulla lana o seta o cotone ma direttamente sul cavetto negli
intervalli delle punte in modo da bloccare il cavetto.

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Se hai lavorato uno scialle con un filato molto sottile, metterai i fili
di acciaio armonico e lo fermerai su tutti i lati cercando di fare in
modo che lo scialle resti sollevato dal piano di appoggio.

Se devi bloccare una stola molto lunga ed hai usato un filato
sottile metti un filo di acciaio armonico sul lato corto anche ogni
cm.50-60 in modo che il traforo non si alteri nella forma.

Se devi bloccare un lavoro circolare, fissa prima il centro,
metti delle spille da balia lungo tutto il contorno a intervalli
regolari, infila i cavetti di acciaio nelle spille e usando il metodo
del compasso per esempio un filo fisso sul centro che ruota a 360°
e che ti dà la distanza precisa delle spille da balia dal centro quindi
fissa i cavetti con le spille a T.

copyright Adriana Monoscalco. Solo per uso personale.

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Sognando …. il Trentino!

Quest’anno il gruppo “Sognando…” si sposta in Trentino… in una ampia vallata glaciale sotto lo sguardo del0f001768eff80e2ec0573c2da8517f37_Lle Dolomiti di Brenta – patrimonio dell’ UNESCO – con i suoi suggestivi torrioni di roccia, che all’alba e al tramonto si tingono di rosa. Precisamente nella città di Trento, una città a misura d’uomo con un centro storico che può essere visitata attraverso una piacevole passaggiata tra le vie, piazze e palazzi rinascimentali, il tutto circondata dalle dolomiti. Non c’è dubbio che Trento sia una città tutta italiana, ma non si può nemmeno negare che si respira un’aria Austriaca … (foto credit http://www.gamberorosso.it)

Abbiamo scelto come albergo il Grand Hotel Trento (http://www.grandhoteltrento.com/) che si trova a 5 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria.

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Prezzi:
€235,00 per soci
€265 per non-soci (il prezzo è comprensivo della tessera Filo da Torcere)
Supplemento singolo: € 75

Cosa include 
2 notti in camera doppia con prima colazione a buffet
Venerdi: Flûte di benvenuto e cena a 4 portate servito al tavolo, con vino selezionato in abbinamento, acqua minerale e caffè
Sabato: 2 laboratori incluso dispensa/modello, light lunch e coffee break.
La tassa ti soggiorno.
NON INCLUDE IL KIT FILATI – VEDI SOTTO PER I PREZZI KIT

Prezzi Kit filati specialmente creati  per il laboratorio di Valentina Cosciani di Sabato
I partecipanti possono scegliere tra 3 kit diversi:
€55,00 kit “Lusso”:  Ito Sensai

€60,00 kit “Moderno”: Ito Urugami
€30,00 kit “Seasonless”: Ito Washi

I colori scelti per i kit saranno disponibili presto!

COME ISCRIVERSI…
scrivici a filodatorcere2015@gmail.com  e ti manderemo moduli di adesione e condizioni di pagamento.

Per chi vive nei dintorni di Trento, e vuole partecipare soltanto alla giornata di Sabato, il prezzo è di € 160 e include la tessera “Filo da Torcere, i laboratori del sabato. Il kit filati + modello per il laboratorio presentato da Valentina Cosciani, un light lunch e un coffee break.

Programma (che potrebbe subire cambiamenti)

Venerdì 16 settembre 2016
dalle 14 alle 18 arrivo in albergo e sistemazione in camera.
ore 18,30 – incontro del gruppo, presentazioni
ore 19.30/20.00 – Flûte di benvenuto seguito da cena

Sabato 17 settembre 2016
dalle 8 alle 9 – Colazione
9,30 – Laboratorio  “L’I-cord in tutte le salse” presentato da Donna L. Galletta
che ci illustrerà diversi usi  per l’i-cord. avvio, applicato, asole, chiusura
12,30 – pausa pranzo
ore 14 – Laboratorio con Valentina Cosciani che ci presenterà un accessorio assolutamente divino e molto scenografico che trae il suo nome dalle leggende che si raccontano nelle Dolomiti.
ore 18 – fine lavori
Serata libera – dopo un giorno intenso di lavoro ci starebbe una passeggiata in centro, una cena fuori con le amiche …

Domenica 18 settembre 2016
Colazione dalle 8 alle 9.30, check-out dalle camere, un breve sferruzzo e le ultime domande sui lavori svolti sabato, i saluti a Sognando… 2016

COSA PORTARE CON TE
Per il workshop di Donna:
50 grammi circa di un filato e ferri (circolare o meglio ancora 2 ferri a doppia punto) che ti danno una tensione di circa 16 maglie in 10 cm.
Faremo una presina campione usando diverse tecniche i-cord: avvio, pseudo-avvio, bordo applicato, bordi a 90° e stondati sugli angoli, asole nascoste e asole “a cappio”.

Per il workshop di Valentina:
Ferri circolari o dritti  (nn. 3.5mm, 4mm, 4.5mm – ognuno ha una mano diverso quindi non possiamo dire con esattezza che numero portare)
i soliti accessori del “knitter” – forbicini, marcatori, metro da sarto, etc.

 

 

 

Paludi misteriose e pantani assassini: storia di un antico capo d’abbigliamento.

“La Bog Shirt emerge da un pantano fatto di storie, leggende, superstizioni e dubbi. Tuttavia esso può venire a galla anche in veri e propri pantani. Il reperto più famoso è stato recuperato dagli abissi di un pantano danese; l’acido tannico contenuto in questi pantani di torba ha le capacità di preservare qualsiasi cosa, anche il corpo della persona che indossava la Bog Shirt. Ci sono svariati dettagli macabri collegati ad essa, per non parlare delle simili morti a cui sono andate incontro  innumerevoli persone i cui corpi sono stati ripescati dai pantani: l’analisi dei fattori comuni a questi incidenti ha portato a medesime conclusioni e deduzioni. Se si vuole indagare oltre, potete chiedere in biblioteca se hanno una copia di un libro intitolato The Bog People.

In ogni caso, a noi interessa il capo in cuoio indossato da una delle vittime. Si dice che una pelle animale, essendo di una forma più o meno rettangolare, è il miglior materiale naturale per creare una Bog Shirt. Sicuramente questa forma estremamente semplice deve risalire a tempi molto lontani. L’unica cosa strana è che, per quanto ne sappiamo noi, nessuno ne ha mai fatta una in MAGLIA. E’ nostra intenzione rimediare a questa mancanza.

La magia di questo capo arcaico è ben conosciuta ai tessitori. La sua costruzione permette loro di creare una giacca con maniche a tre quarti da un quadrato di tessuto senza dover buttare via nemmeno un prezioso pezzetto del tessuto.

Ma con la maglia noi abbiamo la possibilità di creare una Bog Shirt senza cuciture.”

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Knitting Around, pp. 71-72.

 

Per alcune fotografie di giacche Bog vi rimando qui https://it.pinterest.com/margoteka/bog-coats-and-bog-jackets/

Nota: le traduzioni dall’inglese sono di Donna L. Galletta e hanno il solo scopo di rendere più comprensibile il testo. Non possono essere né citate né pubblicate.

Studio Monografico sul Tomten di Elizabeth Zimmermann

Studio monografico sulla Tomten Jacket dal 1940 ad oggi

di Donna L. Galletta

Elizabeth Zimmermann ha creato il primo e originale Tomten Jacket intorno al 1940 per il suo figlioletto, Thomas (primo figlio). E’ un cardigan lavorato in legaccio, il punto preferito di Elizabeth Zimmermann per la sua “perfezione” numerica – 2 ferri di punto legaccio formano una “ridge” (costa) che corrisponde esattamente ad una maglia in legaccio, permettendo la creazione di angoli a 90° e tanti altri accorgimenti. Quando la Zimmermann dà le istruzioni per un capo lavorato in punto legaccio, usa “r” per riferire a “row” (ferro) e “R” per riferire a “ridge” (costa).

La Tomten è apparsa come modello per la prima volta nell’autunno del 1961 come un “Tyrolese Garter Stitch Jacket” nel Newsletter and Leaflet #7 – Fall 1961. Elizabeth descrive la sua creazione usando la parola “modular” perché la circonferenza della giacca è la chiave della sua costruzione. Ella ci spiega che il numero di maglie necessarie per la circonferenza è diviso per 4 o per 8 per determinare la forma della giacca e questi numeri divisori si ripetono. Tuttavia, prima di arrivare alla Tomten Jacket come la conosciamo oggi, Elizabeth continuerà a perfezionare il modello.

Nel 1971 la “Tyrolese Garter Stitch Jacket” riappare nel primo libro di Elizabeth Zimmermann, Knitting without Tears, col nome Tomten Jacket per la prima volta; il nome è un adattamento della parola svedese “tomte”. Il “tomte” è un folletto  natalizio, portatore di regali. Elizabeth spiega che quando indossa una Tomten, un bambino assomiglia stranamente a questo folletto birichino!

Nel suo libro Knitting without Tears, Elizabeth elabora l’idea della modularità di questo capo e afferma che il numero X (cioè il numero di maglie necessarie per la circonferenza della giacca) deve essere divisibile per 8. Aggiunge che per ingrandire o rimpicciolire la giacca bisogna aggiungere o sottrarre gruppi di 8 maglie, appunto perché la costruzione della giacca è modulare.

Inoltre, invece di dividere “X” per 4 o per 8 nella costruzione del capo, in Knitting without Tears, Elizabeth usa frazioni di “X” per formare i due davanti, lo scalfo per la maniche, la lunghezza della giacca, del cappuccio e delle maniche. Con la versione della Tomten di Knitting without Tears, Elizabeth comincia ad introdurre degli “accorgimenti” per sagomare meglio il capo: i ferri accorciati sul didietro; un bordo inferiore leggermente più stretto del corpo della giacca; l’opzione di un colletto al posto del cappuccio; una tasca “after-thought”  (che letteralmente vuol dire “pensato dopo”) da inserire a giacca finita; una mezza cintura sul didietro con due bottoni; e l’opzione di allungare la giacca per fare un cappottino.

Nel 1981, la Tomten Jacket riappare nell’ormai famoso libro Elizabeth Zimmermann’s Knitting Workshop.  Elizabeth dichiara: abbiamo perfezionato il modello per farlo MODULARE: tutte le operazioni nella costruzione di questa maglia sono frazioni del numero di maglie avviate (ndt il famoso numero “X”), che dovrebbe ottimamente essere divisibile per 8.

Inoltre, parla di un “prototipo” lavorato su 112 maglie iniziali (X).
Già nel 1961 aveva detto che la taglia della Tomten può essere variata in base alla grossezza del filato e al numero di ferri usati.

Nel 1988 il modello per la Tomten è stato pubblicato nella rivista Vogue Knitting Spring/Summer ’88, questa stessa è anche tra i modelli selezionati per il libro Vogue Knitting: American Collection pubblicato nel 2002. Esso è  essenzialmente la versione della newsletter del 1961, ma lavorato su 96 maglie (X) con una tensione di 4 maglie/pollice.

Nel 2005, Meg Swansen – figlia di Elizabeth Zimmermann – ha pubblicato The Opinionated Knitter, una collezione di 35 modelli della Zimmermann come sono apparsi nelle sue Newsletter con l’aggiunta di commenti e annotazioni di Meg Swansen.
Per quanto riguarda la Tomten Jacket, Meg dice: non chiudo più le maglie degli scalfi, invece le trasferisco e le lascio in sospeso su un pezzo di filato. Poi, dopo aver ripreso le maglie intorno ai lati degli scalfi e dopo aver iniziato a lavorare la manica avanti e indietro, alla fine di ogni ferro lavoro l’ultima maglia della manica insieme ad una delle maglie in sospeso, fino ad usarle tutte. Poi, continuo a lavorare la manica come dalle istruzioni.

Quest’anno, Cully Swansen – figlio di Meg e nipote di Elizabeth – ha curato e pubblicato una nuova edizione di The Knitting Workshop.

Tra le note dell’Editore troviamo: una spiegazione più approfondita della chiusura delle maglie degli scalfi lasciati in sospeso; una nota su come ottenere un polso più stretto; e un metodo per ottenere la misura corretta per il cappuccio.

Oggi la Tomten ha più di 70 anni ed è rimasta al passo con i tempi!

Nota: le traduzioni dall’inglese sono di Donna L. Galletta e hanno il solo scopo di rendere più comprensibile il testo. Non possono essere né citate né pubblicate.

Sognando il Trentino…

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http://www.gamberorosso.it

Quest’anno il gruppo “Sognando…” si sposta in Trentino… in una ampia vallata glaciale sotto lo sguardo delle Dolomiti di Brenta con i suoi suggestivi torrioni di roccia, che all’alba e al tramonto si tingono di rosa. Patrimonio dell’UNESCO, le Dolomiti di Brenta. Precisamente nella città di Trento, una città a misura d’uomo con un centro storico che può essere visitata attraverso una piacevole passaggiata tra le vie, piazze e palazzi rinascimentali. La città è circondata dalle dolomiti . Non c’è dubbio che Trento sia una città tutta italiana, ma non si può nemmeno negare che si respira un’aria Austriaca …

Stay tuned per dettagli!

 

Si comincia!

12250046_966355830119400_5717364921324992700_nNell’autunno del 2015, Adriana Monoscalco ed io abbiamo cominciato a parlare di costituire un’Associazione Culturale senza fini di luco con lo scopo di creare una rete di piccoli gruppi di maglia in varie città italiane. Più ne parlavamo, più ci piaceva l’idea. Chiaramente Elizabeth Zimmermann e la sua arte doveva anche essere parte di questo nostro progetto. E così naque Filo da Torcere il 18 novembre del 2015. l’Associazione Culturale Filo da Torcere non ha legami geografici. Che cosa vuol dire? Vuole dire che si aprono le iscrizioni all’associazione a chiunque, ovunque – in Italia, ma anche nel mondo. Perché? “Filo da Torcere” vuole stimolare i propri soci ad organizzarsi – ognuno nella propria città – in gruppi locali. La nostra idea è di presentare un calendario di incontri a cadenza mensile, in genere il secondo fine settimana di ogni mese. Questi incontri si terranno nelle città dove c’è un gruppo locale di soci di “Filo da Torcere”. Il gruppo locale potrà proporre corsi, laboratori, KAL/CAL con chi li conduce trattando argomenti e progetti scelti dal gruppo locale. Il gruppo – o sezione – locale, con il supporto dell’Associazione, potrà ordinare i filati e gli altri materiali per gli incontri per il tramite dell’Associazione o direttamente presso uno dei nostri fornitori convenzionati. La nostra speranza è che i soci che vivono in località decentrate (specialmente sulle Isole) dove difficilmente si organizzano corsi e workshop avranno anche loro la possibilità di creare gruppi locali di riferimenti.

Nel breve periodo da quando l’associazione è stata costituita a novembre dell’anno scorso, abbiamo già organizzato e tenuto diversi laboratori a Roma, Lucca e Firenze, raggiungendo un discreto successo, specialmente se consideriamo che siamo pressappoco sconosciuti ai più!
28 novembre 2015, Roma, Scaldacollo/Cappello Unisex lavorato con tecnica uncinetto tunisino
28 novembre 2015, Firenze, Tre Cappelli di Elizabeth Zimmerman
12 dicembre 2015, Roma, Cappelli di Elizabeth Zimmerman
19 dicembre 2015, Firenze, Cappello “Katmandu” di Elizabeth Zimmermann
16 gennaio 2016, Roma, Adult Surprise Jacket di Elizabeth Zimmermann, prima parte
17 gennaio 2016, Roma, Star booties del libro Knit one Knit All
23 gennaio, Firenze, Rosso e Bianco – 2 cappelli per S. Valentino

Laboratori in programma per il futuro
13 febbraio, Lucca, 2 cappelli EZ per San Valentino
13 febbraio, Roma, Adult Surprise Jacket di Elizabeth Zimmermann, seconda parte
20 febbraio, Firenze, Scaldacollo “Ravenna”

Abbiamo in mente un evento molto ambizioso per la primavera: Knitter in Viaggio/#vorreiprendereiltreno. Abbiamo preso contatti con Iacopo Melio il ragazzo disabile che ha fondato una comunità online e una ONLUS di nome “vorrei prendere il treno” che ha lo scopo di abbattere la barriere architettoniche per un accesso più agevole al trasporto pubblico per i portatori di handicap. “Filo da Torcere” devolverà una percentuale dei ricavi dell’evento all’ONLUS di Iacopo.

L’Associazione ha una pagina su Facebook
https://www.facebook.com/FiloDaTorcere2015/

e un gruppo su Facebook
https://www.facebook.com/groups/203014330031007/

dove potete seguirci!