Sul filo di lana, ovvero fatti e curiosità sulla lavorazione della lana

Animazione e lavoro ai ferri: due arti al servizio della creatività

Mi chiamo Antonio Mansi e da qualche anno mi cimento come animatore 2D e 3D. Ho un blog (aomansi.blogspot.com) dove ho scritto alcuni post sull’animazione e dove ho anche parlato della contaminazione tra lana e animazione (http://aomansi.blogspot.it/2015/06/yarn-wool-and-stop-motion-animation.html). Qualche tempo fa sono stato contattato da mia madre che mi ha chiesto se volevo realizzare un’animazioncina sulla lana per la sua novella associazione. Ho subito accettato e ho iniziato a pensare a come poter creare un video interessante e al tempo stesso divertente che parlasse della lana.
Quel poco che so sulla lana lo devo alle spiegazioni di mia madre, ma non sono mai stato un esperto. Per questo mi sono messo a cercare notizie, racconti e descrizioni sulla lavorazione di questo prodotto così versatile. Ho scoperto un mondo molto vasto, radicato nel tempo e spesso dato per scontato. Quando la nonna o la mamma ti regalano un maglione fatto a mano, lo accetti come se fosse la cosa più normale del mondo: le nonne e le mamme fanno i maglioni. Punto. Ma se ti fermi a pensare che ciò che stai indossando viene da una pecora o un lama, forse potresti accorgerti di quanto lavoro c’è dietro. E non parlo solo del lavoro e delle ore che tua madre o tua nonna hanno impiegato per fartelo, ma intendo riferirmi proprio al concetto di “lavoro a maglia”: come ci si è arrivati? Chi l’ha inventato? Quanti tentativi sono stati fatti prima di padroneggiare quest’arte? E ancora: come si pulisce la lana dai detriti e dalle sporcizie animali? Come si crea un filo? Come si rende resistente? Queste sono le domande che ci si potrebbe fare se per un attimo si uscisse dalla prospettiva dell’uomo moderno. E sono queste le domande che mi hanno guidato nella ricerca di cosa raccontare nel video. Credo che sia utile riflettere sull’origine delle cose che usiamo, proprio per non dare per scontato nulla, e al contempo per conoscere il mondo che ci circonda e allenare la mente a farsi domande.
Ho scoperto quindi che la lavorazione della lana segue di qualche migliaio d’anni l’addomesticazione delle pecore: ne consegue che l’associazione tra vello e creazione di tessuti non è stata immediata, né tanto meno lo sviluppo tecnico di quest’arte. Mi sono immaginato i cavernicoli che tentavano in qualche modo di fabbricare indumenti con le fibre puzzolenti delle loro pecore e mi sono immaginato quanto saranno stati felici di capire quanto la lana potesse tenere caldi. Mi sono informato su quanta lana produce una pecora e di conseguenza sui relativi record: quella povera pecora australiana non ha prodotto così tanta lana per una disfunzione corporea di qualche genere, ma semplicemente si era persa e si era staccata dal gregge, rimanendo isolata e piena di lana. Ho scoperto l’origine della parola “cardatura” e che i romani usavano il cardo per stirare le fibre della lana. Questo mi ha fatto pensare non solo al legame tra natura e uomo e a come in natura si possono trovare soluzioni ai nostri problemi, ma anche a un’altra cosa che mi è cara: ovvero che le parole non sono altro che fossili e che grazie ad una parola si può scoprire moltissimo sull’uomo e sulla sua storia. Ho indagato sugli strumenti utilizzati per la lavorazione delle fibre di lana e ho letto delle loro origini, scoprendo che il fuso era usato già nel neolitico e che l’introduzione del filatoio risale solo al medioevo. Ho anche capito a cosa serviva l’arcolaio, che ho visto più volte da bambino in case di vecchie signore.

Insomma, mi sono fatto domande e grazie a Google ho trovato le risposte. Ho quindi messo tutte queste cose insieme e ho ripercorso la produzione del filo di lana attraverso nozioni e gag, per rendere il tutto più divertente. Una volta creato un animatic, ovvero un’animazione preliminare che si fa per calcolare tempi e successioni di immagini, mi sono messo a creare le scene una per una, per poi aggiungere i suoni e la musica. Lisa Cantini (lisacantini.weebly.com) mi ha aiutato con la creazione degli strumenti come le forbici e la tosatrice e i gomitoli di lana.
Ovviamente c’è molto altro di cui parlare, oltre che delle poche cose che ho inserito nel video. Per esempio, c’è il capitolo sull’utilizzo chimico della lana: che cos’è la lanolina? Come si estrae? Oppure si potrebbe mostrare l’importanza della filatura e il suo aspetto antropologico nei miti, nelle leggende e nelle fiabe: le tre Moire che filano il destino dell’uomo, Giasone e il vello d’oro, Raperonzolo, la Bella Addormentata nel Bosco e molti altri.
Per ora, questo è stato il mio primo tentativo, preliminare e basilare. E’ andato piuttosto bene. Siccome c’è molto altro da dire sulla lana, magari nei prossimi video, si potrebbe approfondire anche alcuni di questi altri aspetti, chissà?

 

 

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