A tu per tu con Meg Swansen

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Schoolhouse Press

Ho avuto il grande onore e piacere di incontrare Meg Swansen qualche anno fa quando è venuta in Italia per una serie di workshop e incontri. Abbiamo avuto una corrispondenza prima del suo arrivo poiché mi aveva chiesto di fare da interprete per lei mentre era qui. Da allora ci sentiamo ogni tanto via e-mail o su Facebook. Un paio di settimane fa, le ho chiesto se le potevo fare un’intervista informale. Lei ha cortesemente accettato. Ecco il risultato:

 

Donna

La comunità Italiana di appassionati della maglia ha cominciato ad apprezzare Elizabeth Zimmermann e il suo lavoro. Alice Twain (Silvia Elisa Costa) è una fan di EZ di vecchia data e sta diffondendo il “verbo” da diversi anni. Anch’io ho cercato di fare la mia parte con il mio gruppo italiano su Facebook, aperto nel 2013 e dedicato a Elizabeth Zimmermann. Poi a dicembre del 2015 io e Adriana Monoscalco abbiamo costituito l’Associazione Culturale Filo da Torcere che nelle nostre intenzioni dovrebbe diventare un punto di riferimento per i lavori di Elizabeth Zimmermann, per la casa editrice fondata dalla stessa – The Schoolhouse Press – nonché per i libri e modelli che pubblica. Nel testo che racchiude lo scopo dell’associazione abbiamo inserito la seguente frase:

“… l’Associazione senza finalità di lucro si propone di contribuire alla divulgazione,  conoscenza e pratica della lavorazione a maglia in tutte le sue forme … in particolar modo alle tecniche adottate da Elizabeth Zimmermann …”

Tua madre mi ha affascinata da quando facevo le scuole superiori a Princeton, NJ negli anni settanta. Ma vorrei anche “presentare” Meg Swansen alla comunità italiana di seguaci della maglia, spiegando chi è, il suo percorso e cosa fa oggi.

Meg

Apprezzo molto il lavoro che fai per divulgare i modelli e le tecniche di mia madre e presentarli agli appassionati di maglia italiani. Sono felice di rispondere alle tue domande.

Donna

Allora, partiamo!

Tra le cose che mi piacciono di più dei video “Knitting Workshop”, c’è il fatto che tutta la famiglia è coinvolta! Ogni tanto, da dietro le quinte, arriva la voce tua o quella di tuo marito che ricordano a EZ qualcosa che ha dimenticato. Alle volte tua madre ti fa delle domande e sentiamo le vostre voci, ma raramente vediamo le vostre facce. Ma poi, con il DVD Knitting Glossary, vediamo te che “intervisti” la tua “Ma” – come la chiami tu – sedute una accanto all’altra sul divano, mentre ricordate con piacere diversi momenti della sua vita.

Anch’io sono figlia di una donna forte e indipendente che ha avuto un impatto sulla vita di molte persone al di fuori della nostra famiglia. Mi viene spontaneo chiederti: che effetto ha avuto su di te il condividere con così tante persone intorno al mondo non solo tua madre, ma anche aspetti della vostra vita familiare? E, se posso aggiungere un commento sull’intervista che fai a tua madre, ogni tanto l’obiettivo della camera si sposta sul “Gaffer” – tuo padre – una presenza silenziosa tra le quinte, un’ancora per la tua famiglia. Mi piace moltissimo questo modo di includerlo nell’intervista. Di chi è stata quest’idea? Lui cosa pensava delle idee lanose di tua madre e delle sue avventure? E forse la domanda che le racchiude un po’ tutte è: che impatto ha avuto tutto questo su di te come ragazzina, poi adolescente, e giovane donna che si lancia come designer in proprio e, successivamente, come “detentrice” della tradizione di Elizabeth Zimmermann?

Meg

Mi hai fatto tante domande tutte insieme! Mi ricordo tutto come se fosse ieri … la prima volta che lei è apparsa tra le pagine di Woman’s Day” magazine negli anni cinquanta (addirittura una doppia pagina)! La scoperta di quelle 5 libbre di lana impolverata sotto il banco al Five & Dime a Grand Marais, MN. L’inizio traballante della Newsletter # 1 nel 1958. Eravamo tutti così orgogliosi e felici che la voce di EZ stava raccogliendo un pubblico…aveva tante conoscenze straordinarie da condividere.

In assenza di Facebook, Twitter o social media in generale, il feedback da parte dei suoi ammiratori era meno immediato durante la carriera di EZ e, nella nostra vita quotidiana, ne eravamo in qualche modo isolati. Il fatto che Elizabeth dedicava così tanto tempo al design e alla scrittura, in aggiunta all’adorazione dei suoi fan, era un arricchimento per la nostra famiglia; non ci è mai sembrato di aver sacrificato una parte di lei a quel mondo.

Mio marito, Chris, ha curato l’original video Knitting Glossary ed ha deciso lui come introdurre Gaffer. (A proposito, nel mio recente Blog #5, parlo di mio padre – il Gaffer – da giovane.)

In seguito, nostro figlio, Cully, ha filmato e montato 30+ tecniche che abbiamo aggiunto a The Glossary quando l’abbiamo trasferito da video a DVD; e adesso Cully ha reso facilmente disponibile The Glossary in streaming direttamente dal nostro sito web.

Quando ero ragazzina, ero orgogliosa di portare a scuola una successione continua di maglie bellissime lavorate a mano. Ho imparato a lavorare a maglia quando avevo più o meno 5 anni… ma chi me lo faceva fare?!

Poi, quando facevo le superiori, mi ha preso la voglia di lavorare a maglia e ho fatto buon uso degli insegnamenti di mia madre, diventando una knitter che ha enorme difficoltà a seguire delle istruzioni scritte!

Donna

Tu hai scelto di costruire una carriera sulla tua passione per la maglia; e forse questa tua passione è stata anche la tua filosofia della vita. Sei stata subito ammaliata dalla maglia? o ti ha sedotta un po’ alla volta? Mi ricordo di aver letto da qualche parte che avevi fatto un viaggio in Islanda nei primi anni sessanta e che era stato una svolta per te in quanto ha segnato l’entrata del filato islandese “unspun” (non ritorto) nella scena Americana della maglia (e per questo, ti ringrazio!):  mi piacerebbe se potessi portarmi per mano attraverso gli anni che vanno da quel viaggio fino a quelli che ti hanno fatto la knitter  che sei diventata oggi!

Meg

Hai ragione. Anche se sapevo già lavorare a maglia, l’incantesimo è scattato quando mi sono imbattuta nell’Unspun Icelandic wool durante un viaggio a Reykjavik. In quegli anni, le pecore islandesi si trovavano soltanto in Islanda e – all’epoca – non era permesso allontanarle dall’isola! Il permesso di esportarle non era ancora stato concesso perché gli islandesi avevano capito il valore impareggiabile di quella razza ovina. Adesso è tutto cambiato, e greggi di pecore islandesi sono relativamente comuni in Canada e Nord America.

Il vello a due strati viene cardato e tirato fino a farlo diventare un capo singolo di “roving” (ovvero, una fase preliminare alla filatura vera e propria). Dopo questa fase, la lana può essere lavorata ai ferri. Siccome non sono ritorte, le fibre (che possono raggiungere 45cm di lunghezza) sono più “libere” e producono una leggera peluria sulla superficie del tessuto lavorato ai ferri, donandogli una meravigliosa resistenza e una voluminosa morbidezza. I capi prodotti usando l’Unspun sono leggeri come nuvole, ma straordinariamente avvolgenti e caldi.

In termini di lavoro ai ferri, la versatilità di questa lana è incredibile.  Con un capo si può lavorare ad una tensione di 7 maglie in un pollice per fare un maglione, un cappello o manopole, oppure a 2,5 maglie in un pollice per fare il pizzo. Si può lavorare con 2, 3 o anche 4 capi alla volta per maglioni, giacche e coperte. Avevo spedito dell’Unspun Icelandic wool a casa, a mia madre, e lei ha cominciato ad importarla per poi venderla attraverso la sua attività di vendita per corrispondenza, la Elizabeth Zimmermann, Ltd. Dopo essermi sposata con Chris, ho cominciato a vendere i miei modelli a riviste e distributori di filati e in seguito, ho aperto un negozio di filati a New Hope, PA dove vendevo Unspun Icelandic Wool. Anche oggi – 50 anni dopo – rimane uno dei miei filati preferiti da lavorare.

 

Donna

Qualche riflessione personale: Quanto assomigli a tua madre? E quanto assomiglia a te tuo figlio, Cully – che (se mi posso permettere) sembra essere quello che tu eri per tua madre? So che anche tuo marito ha giocato un ruolo importante alla Schoolhouse Press, specialmente dietro le quinte e dietro la camera! Raccontami un po’ del “camera guy” e  l’influenza che lui ha avuto sulla tua vita professionale.

Meg

In italiano esiste questo proverbio? “La mela non cade molto lontano dall’albero.” E’ un proverbio che descrive me e mia madre. Ma io e Cully abbiamo due approcci ben diversi. Lui ha studiato Fisica all’università e quindi è molto più analitico e preciso – più come suo padre, che ha studiato Medicina all’università.

E’ stata un’idea di mio marito, Chris, quella di filmare Elizabeth i 12 episodi di Knitting Workshop e di mettersi a scrivere e pubblicare il libro Knitting Workshop per accompagnare i video. Anche il nostro nome – Schoolhouse Press – è stata una sua ispirazione dato che sia noi che i miei genitori abitavamo in vecchie scuole rurali convertite in case. In seguito, Chris ha avuto l’idea di fare un viaggio almeno una volta all’anno, ogni volta in una parte diversa del paese, per filmare un nuovo video educativo sulla maglia. Una volta tornati a casa, Chris montava il video e, cosa ancora più importante, componeva, eseguiva e incideva della musica originale per accompagnare la nostra serie di Knitting Vacations Video; abbiamo prodotto una dozzina di questi video prima che Chris ci lasciasse. A dire il vero, stava lavorando sul Fair Isle Vest video… Cully ha finito di montarlo e ha trovato gli arrangiamenti musicali fatti da Chris per questo video finale… la musica è molto bella e molto commovente.

Anche se Chris non lavorava a maglia, aveva inteso perfettamente tutte le tecniche necessarie per lavorare ai ferri e per costruire un capo; ha avuto un ruolo determinante in tutti i miei disegni e anche per la stesura dei miei articoli per Vogue Knitting.

Donna

Ho cercato delle informazioni qua e là su come fare un’intervista memorabile… ed ecco alcune delle domande che ho trovato:

Qual è la parte migliore di quello che fai?

Meg

Anche se mi trovi seduta sul divano con le gambe stese, sorseggiando una tazza di caffè e lavorando a maglia… Io sono Al Lavoro.

Ovviamente mi piace moltissimo essere attiva nella produzione di nuovi materiali per chi lavora a maglia… abbiamo appena pubblicato il nostro quarantesimo libro: The Complete Surprise, Knitting Elizabeth Zimmermann’s Surprise Jacket by Cully Swansen. E’ scritto sia per chi è al primo approccio alla maglia (una sciarpa per principianti include tutte le tecniche necessarie per fare una BSJ) sia per quelli con molta esperienza; e ci sono diverse nuove “sorprese” che includono un vestito, un bolero e un’adorabile tuta per neonati. Cully ha sviluppato una formula importante che ti permette di fare una Surprise Jacket su misura di QUALSIASI taglia e lavorando a QUALSIASI tensione.

Donna

Come vedi la Schoolhouse Press tra cinque anni?

Meg

Questa è una domanda per Cully e sua moglie Michelle Wolfe. Il settore della maglia a mano è diventato molto competitivo e loro due sono pieni di idee per tenere la Schoolhouse Press sulla cresta dell’onda. Circa un anno fa Michelle ha portato avanti un progetto per un rinnovo totale del nostro sito web e lei è la Coordinatrice di “Publishing & Projects” alla Schoolhouse Press, nonché una professoressa di Letteratura Inglese all’Università di Wisconsin!

Donna

C’è qualcosa che non ti ho chiesto ma che vorresti condividere con i nostri lettori?

Meg

Crea quello che vuoi con i ferri– con i materiali che ti piacciono… e non esitare a cambiare le “istruzioni” per far si che il tuo capo sia unico e rifletta il tuo gusto.

Donna

Per concludere questa nostra chiacchierata, ti chiedo di raccontarci qualcosa che nessuno sa di te!

Meg

Io e mia sorella Lloie guardavamo nostra madre fare il pane tutte le settimane per decenni. Da quando io e Chris ci siamo sposati nel 1964, io macino chicchi di grano integrali (grano tenero primaverile rosso a frazione hard) e faccio il nostro pane. Moltissimi anni dopo, Lloie mi ha chiesto di insegnarle (o di ricordarle) come fare quel pane per il suo ristorante il Kitchen Table. Lei lo chiama MegBread, e impasta e sforna 16 filoni ogni mattina… tutto lavorato a mano.

Donna

Meg, grazie mille per aver preso del tempo per questa chiacchierata a distanza e per avermi raccontato di te e la tua vita!

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