Guest Blogger – Felipe Cavalheiro, il Brazilian Knitter

Abbiamo il piacere di presentarvi un guest blogger – Felipe Cavalheiro, conosciuto come The BrazilianKnitter. Io e Felipe siamo diventati amici su Facebook e ho seguito i suoi lavoro in maglie in questi ultimi due o tre ani. Magari un giorno la nostra Associazione Culturale – Filo da Torcere – avrà il piacere di invitarlo in Italia per un laboratorio!
(The original text in English appears at the end of the post)

“Su gentile richiesta di Donna Galletta ho scritto qualche riga per raccontarvi un po’ di me e della mia passione per il lavoro ai ferri.

Mi chiamo Felipe Cavalheiro; sono brasiliano e sono noto anche come ‘Brazilianknitter’, ovvero il mio nickname su Ravelry. Mia madre m’insegnò a lavorare ai ferri più o meno quando avevo 9 o 10 anni. All’inizio lo trovavo noioso per via delle manovre ripetitive richieste da quest’arte. Al contempo ho iniziato a studiare pianoforte e mi ci sono dedicato anima e corpo fino a quando avevo 21 anni. Al mio diploma in musica seguì una laurea in Giurisprudenza e l’interesse per il lavoro ai ferri ritornò circa 7 (o 8) anni fa; da allora è diventata la mia ossessione. Dopo essere stato a contatto con così tante attività differenti, posso ora affermare con certezza che il lavoro ai ferri è la mia vocazione naturale.

Quando ho iniziato a lavorare a maglia, ho fatto un po’ di ricerca e ho studiato l’argomento in prima persona. Devo essermi imbattuto in Elizabeth Zimmermann (EZ) in seguito ad una ricerca su Google. Ricordo molto bene di aver digitato il suo nome su Amazon e di aver provato una forte emozione quando il risultato della ricerca mostrò una collezione di tre suoi video, ognuno lungo dalle 4 alle 6 ore, nei quali insegnava nuove tecniche al pubblico. Non riuscivo a smettere di immaginarmi che cosa mai avesse da dirmi quella signora. Ordinai i video all’istante. La prima volta che guardai quei video non mi accorsi subito dell’importanza di EZ e della profondità di ciò che stava insegnando. Tuttavia, la donna che stava seduta accanto a lei nella serie ‘Knitting Around‘ – Meg Swansen, sua figlia – mi ha incuriosito immediatamente.

Potete immaginare l’euforia quando scoprii che Meg a sua volta aveva realizzato una serie di video suoi? Anch’essi vennero ordinanti all’istante. Dopo un certo periodo di tempo, riuscii a mettere le mani su tre di questi video che non erano ancora stati convertiti in DVD. Tre gemme preziose e rare che io, e tutti noi, speriamo verranno rilasciati in DVD un giorno dalla Schoolhouse Press (nel caso in cui dei creativi curiosi si domandassero i loro titoli, eccoli qua: ‘I-cord gloves’, ‘A turkish Coat’, and ‘Faroe Islands Sweater’).

In compagnia della simpatica Meg, ho creato il Spiral Yoke Sweater, poi la sua stupefacente Fair Isle Vest e dopodiché il Faroese Sweater. Ho imparato così tanto con i suoi video. Guardando indietro, posso ora affermare che la sua serie affronta tutto ciò che un lavoratore o una lavoratrice a maglia deve sapere per migliorare le proprie abilità in quest’arte.

PHOTO 1(foto 1: Il Fair Isle Vest di Meg, in esposizione al Knitting Camp)

 Dopo aver preso confidenza con lo stile di lavoro di Meg e di sua madre, ho deciso che era venuto il tempo di visitare il Wisconsin e incontrare Meg in persona. Era il 2012 ed era la mia prima volta negli Stati Uniti. Dopo un volo di 13 ore, ero in Wisconsin e guardavo con i miei occhi alcuni dei paesaggi che venivano mostrati nei video. Sono arrivato a Marshfield un giorno prima che iniziasse il camp (5 luglio 2012) e per questo ho avuto l’opportunità di vedere i fuochi d’artificio la sera del 4 luglio. Creativi provenienti da tutta la nazione mi accolsero caldamente, l’unico uomo e l’unico straniero del gruppo.

PHOTO 2

(foto 2: Insegna di benvenuto all’Holiday’s Inn per i creativi dopo il check-in)

Dopo la cena d’apertura, durante la quale Amy Dejten – che ha ricoperto il ruolo di assistente di Meg per ogni sessione del kitting camp degli ultimi 20 anni – ha rivolto il benvenuto a tutti i creativi, la stanza del lavoro è stata aperta e tutti noi abbiamo avuto la preziosa occasione di vedere, toccare e perfino provare alcuni degli indumenti creati da Meg e sua madre. Una parte del magazzino della Schoolhouse Press era stata allestita vicino alla stanza e tutti noi abbiamo potuto concederci lana della più alta qualità – o per lo meno, per quanto lo permetta il nostro budget.  Tre indumenti in particolare di quelli in esposizione nella stanza attirarono la mia attenzione: il Turkish Maple & Turkish Ocean di Meg – lavorati con differenti sfumature di rosso e blu, rispettivamente – e i Sideways Garter Stitch Gloves di EZ, che Joyce Williams ha studiato per risalire alla costruzione e ora figurano nel libro ‘Knit one, knit all’.

(foto 3 & 4: il Turkish Maple & Turkish Ocean di Meg e i Sideways Gloves di EZ, entrambi esposti al camp)

Per ogni fervente creativo, un momento così di sicuro si può definire un momento unico. Non potrò mai dimenticare che Sara McGregor – una partecipante molto gentile – poco prima che potessimo entrare nella stanza,  mi preparò all’emozione che stavo per provare nell’entrare in una stanza che sarebbe stata piena di gemme realizzate da EZ e Meg: ‘Sei pronto?’ mi chiese. Durante tutto il mio soggiorno a Marshfield, Sara si accertò sempre che tutto andasse bene e molto gentilmente, mi ha portato in giro per la città per delle visite. Mi ha anche iniziato alla genuina prelibatezza tipica dell’industria casearia locale: il formaggio di latte cagliato del Wisconsin.

Non potrò dimenticare nemmeno la gentilezza di tutte le altre partecipanti. Domenica mattina – non riesco a ricordare perché – non avevo avuto tempo di bermi un caffè prima della lezione di Meg e non parlai a nessuno della mia astinenza da caffeina. Mentre uscivo dalla classe, mi sorprese una signora della Florida – Cynthia Fernandez, che si avvicinò a me con un una tazza di espresso e me la offrì dicendo ‘Ho pensato che forse ti mancava un caffé un po’ più forte’, mostrando di sapere perfettamente che tipo di caffé ero solito prepararmi in Brasile. Le sono ancora riconoscente per quel generoso gesto.

Mi sono divertito così tanto in Wisconsin che da allora in poi ci sono tornato ogni anno per il workshop autunnale di Meg e spero di continuare ad andarci fin quando potrò . Se c’è una cosa che ogni appassionato/a di maglia debba includere nella sua lista di cose da fare, di sicuro c’è la partecipazione a un knitting camp di Meg o a un suo workshop autunnale. Così come ogni musulmano segue il comandamento per cui bisogna andare alla Mecca almeno una volta nella vita, ogni appassionato/a di maglia deve fare un pellegrinaggio in Wisconsin per vivere l’esperienza e per entrare in contatto con i migliori nel campo della maglia.

PHOTO 5

(foto 5: Io e Meg al Camp 2012)

Nel 2014, durante una sessione di “show and tell” (ovvero, una sessione durante la quale si porta qualcosa e la si mostra e descrive al pubblico) in un workshop autunnale, Meg mi ha onorato invitandomi a pubblicare il mio ‘Blue Motion’, una maglia in cui ho usato 9 differenti sfumature di blu per creare un effetto ottico cinetico. Questo invito venne seguito da altri e ora come ora ho 4 titoli pubblicati dalla Schoolhouse Press (SHP): ‘Blue Motion’, ‘Bohus inspired Yoke’, ‘Norwegian Cardigan’ and ‘The Four Seasons Collection’ (Le istruzioni per tutte queste creazioni sono disponibili al sito: http://www.schoolhousepress.com/patterns/schoolhouse-press-patterns.html). L’ultimo comprende una collezione di 4 tipi diversi di maglie, ognuna dedicata ad una stagione dell’anno.

PHOTO 6

(foto 6: I design di Felipe Cavalheiro pubblicati dalla SHP).

E’ stato un gran piacere collaborare con la SHP. Per poter scrivere le istruzioni di alcune di quelle creazioni e pubblicarle, ho dovuto seriamente ripensare a tutti i passaggi e ricostruirli a mente. Per riuscire in quest’impresa, ho ascoltato e imparato tanto dai suggerimenti che Meg e suo figlio, Cully, mi hanno dato. Mi sono divertito molto con loro.”

 

Segue l’original text in English

Upon the kind invitation of Donna Galletta I have written some lines below about myself and my passion for hand knitting.

My name is Felipe Cavalheiro; I am Brazilian and also known as the ‘Brazilianknitter’, my nick name in Ravelry. My mother taught me how to knit when I was probably nine or ten years old. At first, I found it tedious because of the repetitive maneuvers involved. At the same time I started learning the piano and seriously dedicated myself to the instrument until I was 21 years old. The degree in music was followed by a degree in Law and the interest in knitting resurged about seven (or eight) years ago and became an obsession ever since. Among so many different activities, I can now certainly affirm that my natural vocation lies in hand knitting.

When I took up knitting, I started researching and studying the subject by myself. I probably came across Elizabeth Zimmermann’s (EZ) name from a google search. I can vividly remember typing her name in Amazon and getting excited when the result showed a collection of three different videos, in each of which she taught the viewer for approximately 4 to 6 hours! I just could not stop wondering what that pretty lady had to tell me. The videos were promptly ordered. From the very first moment I watched them I of course did not manage to grasp the importance of EZ and the deepness of what she was teaching in the videos. However, the woman appearing by her side in the ‘Knitting Around’ series – Meg Swansen, her daughter – enthralled me immediately.

Can you imagine how euphoric I got when I found out that Meg had a bunch of videos of her own? They were all ordered at once. After a while I also succeeded in acquiring three of them that have not been converted into DVD yet. Three precious and rare jewels that I (and we all) hope Schoolhouse Press will release as DVDs someday (in case any knitter is curious about their titles: ‘I-cord gloves’, ‘A Turkish Coat’, and ‘Faroe Islands Sweater’).

Along with Meg’s pleasant companionship I firstly knitted the Spiral Yoke Sweater, then her stunning Fair Isle Vest (photo 1: Meg’s Fair Isle Vest displayed during at Knitting Camp), and after that the Faroese Sweater. I learned so much with her videos. Looking back, I can now attest that her series entails everything a knitter has to know to improve his/her knitting skills.

Once I was familiarized with Meg’s and her mother’s own knitting style I decided that it was already time to visit Wisconsin and meet Meg in person. The year was 2012 and it was my first time in the US. After having flown thirteen hours I was in Wisconsin and saw with my own eyes some of the sceneries shown in the videos. I arrived in Marshfield one day before camp began (July 5th, 2012) and thus had the opportunity to watch the fireworks during the evening of July 4th. Knitters from all over the country warmly welcomed me, the only male and foreigner within the group (photo 2: Welcome sign at Holiday’s Inn for the recently checked-in knitters).

After the opening dinner in which Amy Dejten – Meg’s assistant at each session of knitting camp for over the last 20 years – welcomed all knitters, the room was opened and we all had the precious opportunity to see, touch and even try on some of the iconic garments knitted by Meg and her mother. A branch of Schoohouse Press’ warehouse was set up beside the classroom and we could indulge ourselves with the finest wool – as much as our budget would allow us anyway. Three of the garments displayed in the room captivated my attention in particular: Meg’s Turkish Maple & Turkish Ocean – knitted in different shades of red and blue, respectively – and the sideway gloves in garter stitch, by EZ, whose instructions were deconstructed by Joyce Williams and now figure in the book ‘Knit one, knit all’. (photos 3 and 4: Meg’s Turkish Maple & Turkish Ocean and sideway gloves, by EZ, all of them displayed at camp)

It was definitely a one of a kind moment for any affectionate knitter. I cannot forget shortly before our entrance to the classroom was allowed, Sara McGregor – a such a nice camper – warning me about the emotion I was about to experience by entering that room full of jewels shaped by EZ and Meg: ‘Are you ready?’, she asked me. Sara kindly made sure that I was fine during my stay in Marshfield and graciously took me sightseeing around the city. She also introduced me to a genuine delicacy from the dairyland: cheese curds from Wisconsin.

I cannot forget the kindness of another camper either. On Sunday morning – and I can’t remember why – I did not have time to have my coffee before Meg’s class began and I did not share my caffeine abstinence to anyone. As I was heading to the classroom, I was surprised by a knitter from Florida, Cynthia Fernandez, who approached me holding a cup of espresso and offered it to me saying ‘I thought you might be missing a stronger coffee’, showing clear awareness about the way coffee is prepared in Brazil. I am still thankful for this thoughtful gesture on Cynthia’s part.

I had so much fun in Wisconsin that I have been going back to Meg’s Fall workshop ever since and hope to continue going there as much as I can (photo 5: Myself and Meg at Camp 2012). If there is a thing that every knitter should include in her/his bucket list is to attend Meg’s knitting camp and/or her Fall’s workshop. Just like any Muslim goes to Meca once in a life time by rule, every knitter has to pilgrimage up to Wisconsin to experience and to have contact with the best when it comes to hand knitting.

In 2014, during a show and tell at Fall’s workshop, Meg honored me with an invitation to publish my ‘Blue Motion’, a sweater in which I used nine different shades of blue to create a kinetic-optical effect. This invitation was followed by others and now I have four titles published by Schoolhouse Press (SHP): ‘Blue Motion’, ‘Bohus inspired Yoke’, ‘Norwegian Cardigan’ and ‘The Four Seasons Collection’ (The instructions for all of them are available at: http://www.schoolhousepress.com/patterns/schoolhouse-press-patterns.html). The last entails a gathering of four different sweaters, each one dedicated to praise a different season of the year. (photo 6: Felipe Cavalheiro’s designs published by SHP)

It has been a great pleasure to collaborate with SHP. To publish the instructions of some of those creations, I really had to think back in all the steps and reconstruct them. Thus I have learnt a lot from the tips Meg and her son, Cully, have given to me in order to succeed in such a task. I have had a lot of fun with them.

 

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