Sognando… il Trentino: vieni via con noi!

stola trentoSulla scia del successo dell’week-end “Sognando… Elba” è’ così che abbiamo presentato il nostro week-end a Trento, programmato per il week-end del 16 – 17- 18 settembre 2016. Un week-end tutto per gli appassionati della maglia, dei filati pregiati, della buona tavola e dell’amicizia! Protagonista del week-end… una stola creata specialmente per questo evento da uno dei designer italiani più importanti del momento – Valentina Cosciani. Una stola senza stagione… che può essere lavorata in 3 versioni diverse. Ogni versione contempla un filato della collezione ITO in diverse combinazioni cromatiche. Per saperne di più… 

Prezzi:
€235,00 per soci
€265 per non-soci (il prezzo è comprensivo della tessera Filo da Torcere)
Supplemento singolo: € 75

Cosa include 
2 notti in camera doppia con prima colazione a buffet
Venerdi: Flûte di benvenuto e cena a 4 portate servito al tavolo, con vino selezionato in abbinamento, acqua minerale e caffè
Sabato: 2 laboratori incluso dispensa/modello, light lunch e coffee break.
La tassa ti soggiorno.
NON INCLUDE IL KIT FILATI – VEDI SOTTO PER I PREZZI KIT

Prezzi Kit filati specialmente creati  per il laboratorio di Valentina Cosciani di Sabato
I partecipanti possono scegliere tra 3 kit diversi:
€55,00 kit “Lusso”:  Ito Sensai

€60,00 kit “Moderno”: Ito Urugami
€30,00 kit “Seasonless”: Ito Washi

Cliccate sul link qui sotto per sceglieri il tuo kit e i colori che preferisci

Sognando Trento – Scelta kit e colori

COME ISCRIVERSI…
scrivici a filodatorcere2015@gmail.com  e ti manderemo moduli di adesione e condizioni di pagamento.

Per chi vive nei dintorni di Trento, e vuole partecipare soltanto alla giornata di Sabato, il prezzo è di € 160 e include la tessera “Filo da Torcere, i laboratori del sabato. Il kit filati + modello per il laboratorio presentato da Valentina Cosciani, un light lunch e un coffee break.

Programma (che potrebbe subire cambiamenti)

Venerdì 16 settembre 2016
dalle 14 alle 18 arrivo in albergo e sistemazione in camera.
ore 18,30 – incontro del gruppo, presentazioni
ore 19.30/20.00 – Flûte di benvenuto seguito da cena

Sabato 17 settembre 2016
dalle 8 alle 9 – Colazione
9,30 – Laboratorio  “L’I-cord in tutte le salse” presentato da Donna L. Galletta
che ci illustrerà diversi usi  per l’i-cord. avvio, applicato, asole, chiusura
12,30 – pausa pranzo
ore 14 – Laboratorio con Valentina Cosciani che ci presenterà un accessorio assolutamente divino e molto scenografico che trae il suo nome dalle leggende che si raccontano nelle Dolomiti.
ore 18 – fine lavori
Serata libera – dopo un giorno intenso di lavoro ci starebbe una passeggiata in centro, una cena fuori con le amiche …

Domenica 18 settembre 2016
Colazione dalle 8 alle 9.30, check-out dalle camere, un breve sferruzzo e le ultime domande sui lavori svolti sabato, i saluti a Sognando… 2016

COSA PORTARE CON TE
Per il workshop di Donna:
50 grammi circa di un filato e ferri (circolare o meglio ancora 2 ferri a doppia punto) che ti danno una tensione di circa 16 maglie in 10 cm.
Faremo una presina campione usando diverse tecniche i-cord: avvio, pseudo-avvio, bordo applicato, bordi a 90° e stondati sugli angoli, asole nascoste e asole “a cappio”.

Per il workshop di Valentina:
Ferri circolari o dritti  (nn. 3.5mm, 4mm, 4.5mm – ognuno ha una mano diverso quindi non possiamo dire con esattezza che numero portare)
i soliti accessori del “knitter” – forbicini, marcatori, metro da sarto, etc.

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A chat with Meg Swansen

I had the great honor and pleasure of meeting Meg Swansen several years ago when she was in Italy for a series of workshops and book signings. Prior to her arrival Meg had asked me to interpret for her while she was in Italy. Since then we occasionally write to each other or exchange comments on Facebook. A couple of weeks ago, I asked her if I could do an informal interview with her. She graciously accepted. Below is that interview.

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A tu per tu con Meg Swansen

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Schoolhouse Press

Ho avuto il grande onore e piacere di incontrare Meg Swansen qualche anno fa quando è venuta in Italia per una serie di workshop e incontri. Abbiamo avuto una corrispondenza prima del suo arrivo poiché mi aveva chiesto di fare da interprete per lei mentre era qui. Da allora ci sentiamo ogni tanto via e-mail o su Facebook. Un paio di settimane fa, le ho chiesto se le potevo fare un’intervista informale. Lei ha cortesemente accettato. Ecco il risultato: Continua a leggere

Sognando… il Trentino

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foto credit http://www.gamberorosso.it

Quest’anno il gruppo “Sognando…” si sposta in Trentino… in una ampia vallata glaciale sotto lo sguardo delle Dolomiti di Brenta con i suoi suggestivi torrioni di roccia, che all’alba e al tramonto si tingono di rosa. Patrimonio dell’UNESCO, le Dolomiti di Brenta. Precisamente nella città di Trento, una città a misura d’uomo con un centro storico che può essere visitata attraverso una piacevole passeggiata tra le vie, piazze e palazzi rinascimentali. La città è circondata dalle dolomiti . Non c’è dubbio che Trento sia una città tutta italiana, ma non si può nemmeno negare che si respira un’aria Austriaca …

Sulla scia del successo dell’week-end “Sognando… Elba” è’ così che abbiamo presentato il nostro week-end a Trento, programmato per il week-end del 16 – 17- 18 settembre 2016. Un week-end tutto per gli appassionati della maglia, dei filati pregiati, della buona tavola e dell’amicizia! Protagonista del week-end… una stola creata specialmente per questo evento da uno dei designer italiani più importanti del momento – Valentina Cosciani. Una stola senza stagione… che può essere lavorata in 3 versioni diverse. Ogni versione contempla un filato della collezione ITO in diverse combinazioni cromatiche. Per saperne di più…  Continua a leggere

Sul filo di lana, ovvero fatti e curiosità sulla lavorazione della lana

Animazione e lavoro ai ferri: due arti al servizio della creatività

Mi chiamo Antonio Mansi e da qualche anno mi cimento come animatore 2D e 3D. Ho un blog (aomansi.blogspot.com) dove ho scritto alcuni post sull’animazione e dove ho anche parlato della contaminazione tra lana e animazione (http://aomansi.blogspot.it/2015/06/yarn-wool-and-stop-motion-animation.html). Qualche tempo fa sono stato contattato da mia madre che mi ha chiesto se volevo realizzare un’animazioncina sulla lana per la sua novella associazione. Ho subito accettato e ho iniziato a pensare a come poter creare un video interessante e al tempo stesso divertente che parlasse della lana. Continua a leggere

Scialle “Giacinti a Grappolo” – “Grape Hyacinth” Shawl

Lo scialle “Giacinti a Grappolo” è basato su una mia ricetta per uno scialle a mezza luna. Quando la mia carissima amica nonché socia ha visto le foto dei diversi scialli che ho realizzato con questa ricetta, ha commentato che di pizzo non ce n’era nemmeno uno!

The “Grape Hyacinth” shawl is based on my recipe for a crescent shawl. When my dear friend and associate saw the pictures of several of the shawls I had created using this recipe, she commented that there wasn’t even one in lace!

Le ho detto, “Allora perché non ne fai uno tu di pizzo?!” La risposta alla mia battuta spiritosa è “Giacinti a Grappolo” – nome scelto perché i gruppetti di nupp estoni mi ha fatto pensare a questo fiore a grappolo di colore viola!

So I told her, “Well, why don’t you make a lace version?!” Her response to my witty remark is “Grape Hyacinth” – the name was inspired by the groups of Estonian nupps that made me think of wild purple Grape Hyacinths!

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Per avere il modello per “Giacinti a Grappolo” basta fare una donazione di €5,00  via Paypal alla nostra Associazione Culturale usando l’indirizzo e-mail filodatorcere2015@gmail.com e ti manderemo la ricetta completa di chart per creare un tuo scialle! Non dimenticare di mettere nel causale “Donazione – Giacinti a Grappolo” e il tuo indirizzo e-mail.

If you would like to receive the pattern for “Grape Hyacinth”, just make a 5 euro donation via Paypal to our Non-profit Cultural Association using the following e-mail address
filodatorcere2015@gmail.com and we will be happy to send you the recipe complete with charts to create your shawl! Dont’ forget to write “Donation – Grape Hyacinth” and your e-mail address in the message area.

Grazie!

Thank you!

P.S. Our Cultural Association “Filo di Torcere is non profit and was constituted to promote all wool relate arts and, in particular, the method and techniques used and “unvented” by Elizabeth Zimmermann. We organize courses, events and workshops to further our cause. We are not tied to any geographical location. The annual dues are 30 euro, if anyone is interested in becoming a member.

 

 

EZ e il maglione norvegese!

Se seguite il mio gruppo su Facebook dedicato a Elizabeth Zimmermann  è probabile che abbiate letto dell’esordio di EZ nel 1958 con il suo primo modello pubblicato su “Woman’s Day”, una rivista femminile pubblicata negli Stati Uniti.
Avendo letto di questo suo primo modello, era naturale che cercassi di procurarmi una copia della rivista! Non ci sono riuscita… ma… girando in rete ho saputo che la Seattle Public Library (Seattle, Washington, USA) ha una copia della rivista nella loro collezione.

Qui una piccola parentesi: ho sempre avuto un rispetto grandissimo per i bibliotecari. Sin da piccola sono stata una frequentatrice assidua delle biblioteche pubbliche. L’estate tra la seconda e la terza elementare, mia madre ha deciso che ero grande abbastanza da prendere la mia bicicletta il sabato pomeriggio e andare – da sola! – in biblioteca. Sono stati i pomeriggi più belli della mia infanzia. Avrò fatto impazzire le signore bibliotecarie alla Florissant Public Library, ma mi hanno sempre aiutato con tanta pazienza a trovare i libri che cercavo.

Finita la parentesi: chiaramente, non ho avuto remore a scrivere alla Biblioteca per chiedere se gentilmente mi potessero far avere una copia dell’articolo. Desiderio che fu subito esaudito.

Mi è zimmermann january 1955 woman_s day magazine (2)arrivata una copia dell’articolo, con tutte i dovuti avvertimenti su come potessi utilizzarlo. La lettura era affascinante. EZ, nel suo stile inimitabile, ha raccontato il suo rapporto conflittuale con i maglioni “norvegesi”. Titolo dell’articolo: Norwegian Sweaters – the easy way. By Elizabeth Zimmermann.
Ecco l’incipit:” I had, all my life, determinedly set my face against making any form of Norwegian Ski Sweater for what I consider four excellent reasons: one – I hate purling back; two – I hate twisting yarns at each color change; three – I hate complicated graphs and translating dots, asterisk and funny squiggles into colors; four – and much the worst, I hate the interminable putting down of one color and picking up the other whenever the pattern demands it – sometimes every second stitch. But my children were equally determined to have ski sweaters! So I beat my brains out and licked all four difficulties, evolving a Norwegian garment which was the envy of the sixth grade; and now I make such sweaters in all sizes for my growing-up family.”.
Perché i suoi figli volevano “ski sweaters” e alla fine è venuto fuori un maglione che sarebbe stato l’invidio di tutta la classe della prima media!

Adesso, EZ spiega punto per punto come ha risolto i quattro dubbi che la fermavano davanti al maglione norvegese perché anche se lei non voleva fare quei maglioni, i suoi figli li volevano portare!

  • Primo punto: come evitare di dover lavorare a rovescio? Lavorare in tondo usando dei ferri circolari – uno più lungo per il corpo e uno più corto per le maniche – per creare un tubo che diventerà il corpo del maglione. E qui spende qualche parola anche sullo “steeking” ossia, tagliare il tubo che hai lavorato per inserire le maniche.
  • Secondo punto: come evitare di dover torcere insieme i filati quando si cambia colore nel motivo a due o più colori. Scegliere motivi che non usano più di 5 maglie consecutive in un colore, evitando che il filato portato dietro il lavoro non sia troppo lungo. Dice che un vantaggio collaterale è un tessuto “doppio” e quindi più caldo.
  • Terzo punto: come eliminare grafici complicati che ci costringono a cambiare filato troppo spesso. Alternare delle fasce di motivi alti lavorati su 8 o 9 giri con motivi meno alti lavorati su tre giri. Suggerisce di recitare delle “filastrocche” che inventi per ricordare l’ordine dei colori nei motivi. Per esempio: 3 maglie chiare, 3 scure, 3 chiare, SCURA; 3 maglie chiare, 3 scure, 3 chiare, SCURA oppure CHIARA 1, 2, 3, 4, 5 – scura, scura, chiara, scura, scura; CHIARA 1, 2, 3, 4, 5 – scura, scura, chiara, scura, scura,
  • Quarto punto: dover costantemente lasciare un colore per riprendere l’altro. Qui ci spiega che ci sono due modi per lavorare a maglia: il cosiddetto metodo Inglese e quello Continentale. Ci ammonisce a imparare a lavorare in tutti e due i modi, così possiamo tenere in una mano un colore e nell’altro l’altro colore… senza dover lasciare e prendere i filati, ma solo “gettare” un colore con la destra o “pick” un colore con la sinistra.

Ma non ero affascinata solo dal suo stile letterario! Leggendo le istruzioni per il maglione, ho scoperto che suo primo modello pubblicato – contro di tutto quello a che sappiamo del sistema EPS – era lavorato dal collo all’orlo, ossia “top-down”.  Inizia il corpo del maglione dal collo e finisce con l’orlo, e lo stesso vale per le maniche!

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Foto presa da http://www.ravelry.com

 

Se mi conoscete anche un po’ da quel che scrivo, sapete che sono molto curiosa! E quindi ho cercato tra i modelli di EZ per questo maglione. Le mie fatiche non erano in vano! Tra gli Spun Out nella mia collezione EZ, ho trovato il #44 che è la ristampa del Wool-Gathering #59, pubblicato nel 1998 per celebrare il 40° anniversario del mail-order business che poi è diventato Schoolhouse Press.  Nella newsletter, Meg parla del maglione del 1958 e come è tornato alla luce durante una visita con la figlia l’anno primo. Vedendo quel vecchio maglione, si è ricordato di averne fatto uno per il figlio, Cully, nel 1989 e che era ora di fargli un altro. Quindi nel 1998 illustra il Norwegian Pullover – Meg’s way (una mia licenza poetica!). E qui, vince il metodo bottom-up che noi associamo sia a Meg sia a sua Madre!

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Foto presa da http://www.ravelry.com

 

Spero di non avervi tediato troppo anzi, spero che abbia stuzzicato la vostra curiosità e che andrete in cerca del filato perfetto nei colori perfetti per fare un Norwegian Sweater usando il metodo che più ti piace… perché la Grande Dame della maglia ti direbbe che non esiste un modo corretto or scorretto per lavorare a maglia!
“There is no right way to knit; there is no wrong way to knit. So if anybody kindly tells you that what you are doing is wrong, don’t take umbrage; they mean well. Smile submissively, and listen, keeping your disagreement on an entirely mental level. They may be right, in this particular case, and even if not, they may drop off pieces of information which will come in very handy if you file them away carefully in your brain for future reference.”  Elizabeth Zimmermann in Knitting without Tears, p. 52

DLG – 2 aprile 2016